CINEMA

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03/12/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

“TIMES CHANGE AND SO MUST I”

La vita è fatta di passi, piccoli e grandi.
Tutte le vite, senza eccezione, seguono questo dogma ormai fin troppo citato, tanto da essersi evoluto in luogo comune.
Alcune, però, ci sembrano diverse. Più importanti, più luminose, come stelle solitarie in un cielo nero di tempesta.
Non lo facciamo consapevolmente, semplicemente ci sono persone che vengono innalzate su di un fragile piedistallo in virtù delle loro capacità o della loro capacità di concentrare l’attenzione su di sé.
C’è una metafora che mi piace utilizzare quando parlo degli artisti: carbone e diamanti.
Questi due elementi, e uso il termine in maniera generica, sembrano non avere nulla in comune.
Entrambi, invece, sono formati dai medesimi atomi di carbonio, elemento tra i più comuni nel nostro mondo.
La differenza sta nel modo in cui questi atomi sono disposti.

Nel caso dei diamanti, la differenza più grande la fa la pressione. E’ infatti nelle viscere della Terra che avviene la loro nascita, dove l’incredibile pressione esercitata dalla forza di gravità condensa gli atomi di carbonio in splendenti, preziosi diamanti.
Ed è così anche con le persone, o almeno così mi piace pensare.
E’ la pressione a cui siamo sottoposti ogni giorno a definire chi siamo alla fine della giornata.

C’è chi resta carbone tutta la vita, c’è chi si ritrova diamante. Elliot Page è sempre stato un diamante, ma oggi ha rivelato una nuova sfaccettatura.
Elliot nasce Ellen, attore di indiscutibile talento e attivista in più ambiti, e ieri sui suoi social ha pubblicato una lettera commovente in cui si dichiara uomo transgender; una rivelazione, questa, forse inutile per molti di noi ma essenziale per il suo percorso di vita. Non c’è piacere più grande di potersi alzare, un giorno, e gridare al mondo “Quest* sono io!”, al tempo stesso non c’è paura più grande.
Auguro ad Elliot un felice percorso di transizione e tutto il supporto di cui avrà bisogno.
Invito voi, invece, a visionare alcune sue performance davvero degne di nota: “Juno”, diretto da Jason Reitman e scritto da Diablo Cody, e “The Umbrella Academy”, basato sui fumetti di Gerard Way e Gabriel Bà.


20/11/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

L’ULTIMA ARTE

In una dimensione statica come quella imposta dalle restrizioni dovute alla presenza del COVID-19, quanto e quale peso può avere un’arte come il cinema?

Una risposta unica, ovviamente, non è possibile. L’arte, per come la conosciamo, è una chimera composta da interessi economici, possibilità di divulgazione sociale e rigidi preconcetti talmente antichi, da essere ormai diventati parte della trama del presente.

Una trama, spesso e volentieri, tagliata e incollata assieme come un puzzle che ha esaurito le combinazioni.

Il cinema – inteso come insieme di film, serie TV e serie animate – vive oggi la sua epoca di massimo splendore, potendo contare su una diffusione che mai ha avuto eguali nella storia dell’umanità. Non più relegato a privilegio per pochi o a semplice passatempo per persone annoiate, conferisce invece agli appassionati di ogni età, uno status ed una capacità dialettica, che ha rapidamente trasformato il mondo dei social network in una bacheca infinita dove pubblicare il proprio pensiero spacciandolo per “recensioni”.

Immagini e suoni in movimento, figli di anni di esperimenti e ricerca, ipnotizzano il fruitore medio dandogli l’illusione di avere qualcosa da dire a riguardo che può cambiare la realtà che lo circonda. Illusione che, ovviamente, contiene una solida base di realtà.

Proprio ai social media, si deve la modifica in corso d’opera di film a grande budget come “Sonic – Il Film”, durante la cui lavorazione, i commenti dei fan hanno reso necessario un completo restyle del personaggio.

In parole povere: oggi il cinema è un’arte ad hoc, un servizio take-away di emozioni su misura.

Arte, senza dubbio, ma di un tipo diverso. Arte per tutti, nostalgia e rievocazione unite ai trend ed agli hashtag del momento.

Di nuovo, un puzzle.

Uno di quelli, però, in cui siamo noi a ritagliare gli incastri.


PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

L’ULTIMA MANDRAKATA

Nacque Luigi e morì Gigi, nello stesso giorno ad ottant’anni di distanza: due novembre, 2/11. Che, per inciso, ha come risultato 0,18 periodico. Proprio il 18 è il numero protagonista di una delle sue più famose barzellette, tutte figlie dell’ironia romanesca classica e madri di infinite ispirazioni per comici, cantanti e artisti in generale.
Gigi Proietti ha toccato ed influenzato ogni aspetto possibile dell’arte recitativa: dal palcoscenico teatrale, dove ha raggiunto livelli talmente alti da stabilire nuovi standard e canoni, al microfono della sala di doppiaggio, dalla quale ha raggiunto i cuori di milioni di bambini e ragazzi; la sua voce aveva mille sfumature, ognuna con una propria storia ed identità.
Ogni suo personaggio era come un fiocco di neve: unico, eppure partorito dalla medesima, eclettica nube temporalesca.
Una tempesta d’uomo, tanto fragoroso quanto umile.
Non si fidava di chi non sapeva ridere, non mancava mai di far sorridere il prossimo.
E’ stato il Genio della Lampada, lo Stregone Grigio ed il Drago più saggio a cui un cavaliere potesse rivolgersi.
La sua scomparsa segna la fine di un’epoca per coloro che vivono il Teatro come lo viveva lui.
E per noi che rimaniamo, ormai, non resta altro da fare che rivolgerci alle stelle, dove la sua stella brillerà sempre più luminosa.


07/07/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

OTTO SOTTO UN TETTO

Il PrimaFila di oggi è dedicato ad un film la cui colonna sonora è stata interamente composta dal Maestro Ennio Morricone.

The Hateful Eight“, scritto e diretto da Quentin Tarantino, è un film western del 2015 la cui trama pesca a piene mani da vecchi serial televisivi come “Bonanza”, lasciando fuori componenti come eroici cavalieri solitari e coraggiose dame di frontiera.

Samuel L. Jackson e Kurt Russell, sono i protagonisti assoluti della pellicola; piccoli centri di gravità attorno a cui orbitano i restanti membri del cast, i loro personaggi ed i fatti che li coinvolgono.

La scelta di Tarantino di circoscrivere la storia ad un unico spazio, permette allo spettatore d’immergersi completamente nella narrazione, rimanendo così vulnerabile agli effettivamente pochi – ma non per questo meno efficaci – colpi di scena.

Un applauso particolare va alla colonna sonora: la prima, infatti, che il Maestro abbia curato per un film western dal 1981, con “Occhio alla Penna“.

Ennio Morricone, in merito al processo creativo, ha detto: “Ho trattato The Hateful Eight, come non ho mai trattato nessun regista in senso musicale. Una preoccupazione nella preoccupazione: entrare dentro emozioni, che non necessariamente sono le tue. Esprimere la violenza, ma in quella, cogliere anche ciò che non si vede, la pietas, quasi il punto di vista dolente della vittima.

Un film per tutti gli amanti del genere western, per chiunque voglia tributare due ore del proprio tempo ad un artista reso immortale dalla sua musica, e per quei pochi che, troppo giovani per averlo conosciuto prima, intendono affrontare per la prima volta il tocco magico del Maestro.


03/07/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

MILK

Il PrimaFila di oggi si tinge dei colori dell’arcobaleno, simbolo di pace e della comunità LGBTAQ+.

Milk” è un film biografico del 2008, diretto da Gus Van Sant e interpretato da Sean Penn.

Protagonista della pellicola è Harvey Milk, primo omosessuale dichiarato ad essere eletto per assumere una carica politica negli Stati Uniti.

Punti focali del film sono tanto l’interpretazione di Sean Penn, magistrale nel suo riportare in vita la figura calma e decisa di Milk, quanto la capacità di Van Sant di ricreare la San Francisco degli anni ’70, in cui le luci del mondo dello spettacolo facevano da forte contrasto con l’oscura repressione delle comunità LGBT.

“Milk” è uno dei tanti film ad essere entrato ed uscito dal cosiddetto “development hell“, in quanto ci vollero ben quindici anni prima che le riprese potessero ufficialmente cominciare; per la sua realizzazione sono stati utilizzati i luoghi e le strade in cui Milk aveva vissuto e combattuto, con un grande numero di comparse riunitesi gratuitamente per la fiaccolata in suo onore.

Consigliato a tutti coloro che ancora credono alla necessità di avere una legge contro la cosiddetta “eterofobia”. 


01/07/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

Vendetta

Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto, nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l’uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Ma chi era realmente? Che tipo d’uomo era? Ci insegnano a ricordare le idee e non l’uomo, perché l’uomo può fallire. L’uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma quattrocento anni dopo ancora una volta un’idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretto della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… Ma non si può baciare un’idea, non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non sanguinano, non provano dolore… le idee non amano. Non è di un’idea che sento la mancanza ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre: un uomo che non dimenticherò mai.

Il PrimaFila di oggi è dedicato ad una delle opere letterarie più influenti del secolo scorso, o meglio al suo unico adattamento cinematografico.

V per Vendetta” è un film del 2005, diretto da James McTeigue e prodotto dalle iconiche sorelle Wachowski.

Ambientato in un mondo pericolosamente simile al nostro, dove gli Stati Uniti sono sull’orlo della guerra civile e i principali movimenti politici promuovono la pace civile al prezzo delle libertà personali, questo film impatta con la mente dello spettatore ad alta velocità, rilasciando onde su onde di anarchia e pensiero laterale politico.

Protagonista della pellicola è V – interpretato da Hugo Weaving (“Matrix”) – un personaggio privo di volto, ma carico di ideali; dotato della forza necessaria per portarli avanti. V combatte il sistema corrotto e abietto in cui vive con tutti i mezzi necessari, senza paura e senza rimorsi.

Tale è l’influenza di questo personaggio nella cultura popolare che la sua maschera è, ancora oggi, utilizzata da gruppi di attivisti come Anonymous.

Consiglio caldamente questo film a tutti gli amanti del genere distopico e dei film carichi di intensità.


26/06/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

NOI SIAMO PICARI, SOPRATTUTTO SIAM LIBERI

Il PrimaFila di oggi ci riporta indietro di ben 33 anni, ai tempi del primissimo “Vacanze di Natale” e della nascita dei cosiddetti “Cinepanettoni”.

Film semplici per gente semplice, secondo alcuni. Emanazione in celluloide di un’Italia che – a mio parere – ancora si stava formando in un ambiente moderno all’insegna del consumismo.

Di tutt’altro calibro, invece, è “I Picari“.

Diretto da Mario Monicelli, al quale andrebbero dedicate numerose recensioni, questo film del 1987, italo-spagnolo di nascita, è tratto da due opere della letteratura spagnola del XVI secolo – “Guzmàn de Alfarache” (1599) di Mateo Alemàn e “Lazarillo de Tormes” (1544), il cui autore resta ignoto. Entrambi i romanzi fanno parte del genere “romanzo picaresco“, da cui il titolo del film.

Costruito come una serie di episodi apparentemente sconnessi tra loro, “I Picari” ci offre una commedia tragicomica ambientata nella Spagna del XVI secolo ed interpretata da grandi nomi del cinema italiano: Vittorio GassmanNino ManfrediVittorio Caprioli e Giuliana De Sio, oltre ad un giovane Claudio Bisio.

Enrico Montesano e Giancarlo Giannini interpretano, per l’appunto, due picari: scapestrati avventurieri in un mondo dove il più furbo sopravvive.

I due protagonisti vivono una vita sul filo della criminalità, senza mai essere abbastanza buoni da suscitare compassione, ma nemmeno così cattivi da ispirare antipatia.

La vita è un balocco“, ripete il personaggio di Giannini, trovando in ogni spettatore una risposta, ed un’interpretazione, sempre diversa.


23/06/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

DUE PASSI NEL FUTURO

Di recente l‘Università di Siena – in particolare il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche – ha avuto modo di distinguersi grazie ad una peculiare invenzione: una mascherina capace di sterilizzare autonomamente l’aria in entrata ed uscita, garantendo così una maggiore e migliore difesa contro l’insidioso virus che, ormai da mesi, fa parte della nostra quotidianità.

Il funzionamento del dispositivo viene descritto in questo articolo “MASCHERINA AMMAZZA VIRUS, SI AUTOSANIFICA E RISOLVE IN PARTE IL PROBLEMA DELLO SMALTIMENTO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE“, tuttavia posso anticiparvi che si basa sulla luce.

D’altro canto il film di oggi deve la sua fama alla quasi completa mancanza della stessa.

Il PrimaFila di oggi è dedicato ad “Alien“, capolavoro del 1979 di Ridley Scott e, dal 2002, conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Considerato come uno dei migliori film di fantascienza di tutti i tempi, “Alien” catalizza le paure più ancestrali dell’uomo, attraverso l’uso del buio, di un’atmosfera da classico dell’orrore e di un mostro la cui presenza soverchiante cela un’incredibile semplicità narrativa.

Il cast scelto si compone di volti ormai storici del cinema internazionale, dagli ormai scomparsi John Hurt (“V for Vendetta”, “HellBoy”, “Solo gli Amanti Sopravvivono”), Harry Dean Stanton (“1997 – Fuga da New York”, “Cuore Selvaggio”) e Ian Holm (“Il Signore degli Anelli”, “Momenti di Gloria”) all’allora esordiente Sigourney Weaver (“Ghostbusters”, “Avatar”); quest’ultima, in particolare, vide la propria carriera decollare grazie al film “Alien” ed ai suoi vari seguiti, in cui l’attrice riprende il ruolo di Ellen Ripley.

Considerato il peso che questo film ha avuto sulla storia del cinema, ritengo sensato consigliarlo a chiunque voglia perdersi in un universo ostile. In uno spazio in cui nessuno può sentirti urlare.  


19/06/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

UN BRUTTO MOMENTO PER ESSERE UN NAZISTA

Il PrimaFila di oggi è dedicato ad una delle ultime pellicole che ho potuto visionare prima di essere costretto a stare in casa per il lockdown.

Jojo Rabbit“, film del 2019, scritto e diretto da Taika Waititi (Thor Ragnarok), è basato sul romanzo “Come semi d’autunno” di Christine Leunens.

Nella Germania Nazista, tanto cara agli sceneggiatori in cerca di emozioni forti a basso costo, Johannes Betzler detto Jojo è un bambino di dieci anni nato e cresciuto all’interno del regime nazionalsocialista; orfano di padre e ancora scosso dalla perdita della sorella maggiore, trova difficile integrarsi con i suoi coetanei, già pesantemente indottrinati e desiderosi di servire il loro Paese nella Guerra.

Gli unici amici di Jojo, così chiamato dalla madre Rosie – interpretata da Scarlett Johansson – sono Yorki, un bambino sovrappeso, e l’immagine infantile di Adolf Hitler stesso, amico immaginario di Jojo, interpretato dal regista Taika Waititi.

Sebbene la prima impressione sia quella di una commedia leggera e, a tratti, scanzonata, “Jojo Rabbit” si rivela essere un film intenso e drammatico, capace di emozionare bruscamente uno spettatore ancora cullato dalla simpatia dei suoi personaggi.

Menzione d’onore al giovanissimo attore protagonista, Roman Griffin Davis, per un esordio che, si spera, gli ha aperto molte porte nel mondo del cinema ed a Scarlett Johansson, per essersi dimostrata ancora una volta un’attrice di grande talento e bellezza.  


17/06/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia 

GLI INESAURIBILI ANNI ’80

Con l’avvento della nuova console targata SonyPlaystation 5, e della cosiddetta “Nuova Generazione Videoludica”, viene spontaneo uno sguardo al passato. Il PrimaFila di oggi è dedicato ad un film che, pur essendo ambientato nel futuro, pesca a piene mani dai ruggenti anni ’80 e ’90. “Ready Player One“, tratto dal romanzo del 2010 “Player One” di Ernest Cline, catapulta lo spettatore in una nuova realtà narrativa, dove finzione e illusione sono due facce della stessa medaglia. In un mondo virtuale chiamato OASIS, l’umanità vive una nuova Età dell’Oro, avendo trasferito ogni aspetto della propria vita in una simulazione computerizzata ad alta tecnologia. Per quanto calzante, il termine “realtà virtuale”, è fin troppo semplicistico. Dentro OASIS ogni persona è libera di presentarsi al prossimo con l’aspetto che preferisce, che rispecchia al meglio la sua personalità o che, semplicemente, è più accattivante. Il film permette a spettatori di tutte le età di lanciarsi in una folle “caccia alla citazione“, poiché sono presenti personaggi e riferimenti alla cultura pop in quantità gargantuesche. Consiglio questo titolo a tutte le famiglie in cerca di un modo per passare una domenica pomeriggio in allegria e moderata competizione. 


16/06/2020

RITORNO IN SCENA . DAL 15 GIUGNO RIAPRONO CINEMA E TEATRI

Foto di Bryan Cazzaniga
Foto a cura di: Bryan Cazzaniga

Il graduale ritorno alla normalità passa anche per la ripresa di abitudini considerate banali, scontate o addirittura démodé.

Andare al cinema è sicuramente una di queste.

Da questa settimana, infatti, comincia lagraduale riapertura delle sale cinematografiche e dei teatri, ovviamente nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti in materia di distanziamento sociale e sanificazione degli ambienti.

Secondo l’amministratore delegato di UCI Cinemas, Ramon Biarnès, l’assegnazione dei posti sarà regolamentata in base alla presenza di nuclei familiari, di conviventi e di qualsiasi altra realtà relazionale prevista dai regolamenti.

Non saranno obbligatorie le mascherine e sarà disponibile il servizio bar, quantunque venga incoraggiato l’uso della biglietteria online e dei pagamenti contactless.

Per quanto il palisensto dei film sia ancora da definire, viene assicurata la presenza di titoli la cui uscita era prevista per i mesi del lockdown, e di film già usciti da tempo; questi per integrare i vuoti nell’orario delle programmazioni.

Fausto P. Carniglia


12/06/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

Con l’imminente ripresa delle attività sportive, in particolare della Coppa Italia, ritengo d’obbligo orientare la vostra attenzione verso un piccolo classico del cinema anglo-indiano.

Sognando Beckham” è un film del 2002, diretto da Gurinder Chadha, regista nota per aver rappresentato nei suoi film la realtà della comunità indiana presente in Inghilterra.

Protagoniste della pellicola sono Jess – interpretata da Parminder Nagra (E.R. – Medici in Prima Linea) – e Jules – interpretata da Keira Knightley (Pirati dei Caraibi) – sono due ragazze londinesi accomunate da una grande passione e da un idolo: il calcio e David Beckham, ma a differenza di Jules, Jess sogna di incontrare il famoso calciatore fin da piccola.

La pellicola proietta lo spettatore nel mondo nascosto delle comunità indiane all’estero, dove modernità e tradizioni si comportano come poli positivi e negativi, generando un’energia che, se male incanalata, può portare tensione, disagi e persino distruzione.

Il calcio, molto spesso sinonimo di disordini e fanatismo, è invece descritto nella sua forma più pura e nobile; un porto franco, dove le differenze vengono annullate in favore del crudo talento, della passione e del semplice sentimento di amicizia.

Per le protagoniste, questo sport, è una seconda casa dove rifugiarsi quando le loro vite divengono troppo complicate da gestire, dove possono prendersi una pausa e sfogare quella voglia di eccellere che, altrimenti, rimarrebbe ancorata a loro, trasformandosi in un pesante rimpianto.

Menzione d’onore per le attrici protagoniste; entrambe all’inizio delle loro carriere, ma già capaci di suscitare solidarietà e complicità nello spettatore.

Un film consigliato a tutti coloro che hanno una passione, ma non la giusta motivazione per coltivarla. A chi ama il calcio ed a chi, come me, ha un debole per le colonne sonore dei film indiani.  


03/06/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

Era il 2001 quando John le Carré pubblicò “Il giardiniere tenace“, un ambizioso e riuscito romanzo in cui le grandi case farmaceutiche di mezzo mondo dimostrano ancora una volta di non aderire al #BlackLivesMatter.

Nel 2005 Fernando Meirelles ci porta tra le pagine dello stesso libro con “The Constant Gardener – La Cospirazione“, un thriller intenso e appassionato quanto i suoi protagonisti.

Justin Quayle – interpretato da Ralph Fiennes (Saga di Harry Potter) – è un diplomatico britannico di stanza in Kenya, mentre sua moglie Tessa – interpretata da Rachel Weisz (“La Mummia”, “La Mummia – Il Ritorno”) – indaga sulla scarsità di forniture mediche nei Paesi del Terzo Mondo; la loro vita, costruita attorno ad un rapporto di fiducia e reciproco rispetto, subisce un drastico cambiamento quando Tessa viene assassinata.

L’elemento caratterizzante di questa pellicola è – a mio avviso – l’ottimo uso dei flashback; i protagonisti vengono vissuti attraverso il loro passato, dando così allo spettatore il modo per costruirsi una propria opinione, da poter contrapporre alla realtà del film.

Menzione d’onore Ralph Fiennes e Rachel Weisz, per una superba interpretazione di coppia, e a Bill Nighy (Pirati dei Caraibi) per essersi dimostrato ancora una volta un eccellente prestavolto per uno degli aspetti più marci della società occidentale.

Un film consigliato per gli amanti del thriller, del cinema biografico e delle storie in cui la giustizia viene messa dalla parte del torto, come troppo spesso accade nella realtà. 


05/06/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

Il PrimaFila di oggi è dedicato ad un film passato – ingiustamente, a mio parere – in sordina rispetto a tanti altri titoli dello stesso anno.

Race – Il colore della vittoria” è il genere di film biografico che personalmente apprezzo di più: conciso, onesto nell’esposizione dei fatti e romanzato quel tanto che serve a mantenere la presa sullo spettatore.

Protagonista della pellicola è Jesse Owens, atleta afroamericano, che nel 1936, vinse ben quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino; una a Berlino la cui anima aveva la forma di una svastica e la voce imperiosa di un uomo carico d’odio.

Nel titolo del film è racchiusa l’essenza della storia raccontata: due ipotetiche razze a confronto in una competizione di pura potenza atletica, due spiriti completamente opposti che si scoprono affini sul campo di battaglia dello sport.

pregiudizi, la paura e la determinazione: tutto ciò viene privato dell’estetica e messo di fronte a migliaia di sguardi pronti a giudicare e ad essere giudicati.

Un film consigliato a quei professori che hanno paura di spiegare cosa sia il razzismo ai loro alunni, a quei genitori che vogliono insegnare ai figli il potere della semplice determinazione ed a tutti i giovani idealisti che ancora oggi si interrogano sull’influenza dei simboli nella nostra società.

Menzione d’onore a Stephan James (City of Crime), per aver saputo riportare in vita un eroe dei peggiori anni della storia dell’Uomo, ed a Jeremy Irons per l’ennesima, magistrale prova d’attore che ha saputo donarci


25/05/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

Il PrimaFila di oggi è dedicato a “Sopravvissuto – The Martian“, un film del 2015 diretto e prodotto da Ridley Scott (Il Gladiatore).

Basato sul romanzo “L’Uomo di Marte” di Andy Weir, il film è un inno all’ingegno umano incapace di arrendersi anche di fronte all’inevitabile.

Interpretato da Matt Damon, Mark Watney è un ingegnere meccanico e botanico facente parte di una spedizione della NASA su Marte. Quando una tempesta di sabbia lo separa dal suo gruppo, viene dato per morto e lasciato sul pianeta.

Apparentemente condannato, Watney mette a frutto tutte le sue conoscenze e capacità per sopravvivere in un ambiente ostile, feroce quanto l’umanità stessa.

Consigliato a tutti coloro che necessitano di una “spinta” nella giusta direzione; come il protagonista della pellicola, tutti noi abbiamo le capacità di rimetterci in piedi dopo una brutta caduta.

Come diceva un grande uomo d’affari “Il talento non esiste; esistono solo l’ispirazione e l’ambizione!“.

E le nostre devono essere roventi.  


20/05/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

Il PrimaFila di oggi è nuovamente dedicato al mondo del lavoro, in una dimensione molto particolare e nota principalmente a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, “tirano avanti”.

L’Intrepido, scritto e diretto da Gianni Amelio (Hammamet), ha come protagonista Antonio Albanese, eterno e cangiante come una nuvola nell’immenso cielo del cinema italiano, nei panni di Antonio Pane; quest’ultimo è l’incarnazione della più moderna e tragica realtà lavorativa italiana: un rimpiazzo. Per poche ore, e pochi soldi, Antonio sostituisce quei lavoratori che, per un motivo o per un altro, non possono presentarsi al lavoro.

Apparentemente una commedia leggera, il film ci catapulta in un’Italia nebbiosa e incerta in cui la forza motrice dell’intero contesto narrativo è una viscerale paura per il futuro, specialmente di un futuro dove non è possibile fare nulla.

Albanese è i nostri occhi in questa realtà, in cui lui è l’eterno rimpiazzo e, incredibilmente, l’unico a cercare di fare la cosa più giusta: essere gentile con il prossimo; come una lama, il suo ottimismo incide il ghiaccio della società lasciando trasudare quel poco calore che ancora riverbera sotto la superficie.

Un film intenso e di una dolcezza disarmante, lo consiglio a tutti coloro che, in questi tempi di frenetica incertezza, cercano un momento per fermarsi e riordinare i propri pensieri.  


13/05/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

Il PrimaFila di oggi è dedicato ad un tema che ancora oggi fa molto discutere: la disuguaglianza di genere sul posto di lavoro.

Non il classico film “Maschi contro Femmine”, come alcuni potrebbero pensare, We Want Sex propone uno spaccato della società inglese tra gli anni ’60 e ’70.

Protagoniste della pellicola sono le operaie specializzate della sede Ford di Dagenham (quartiere nella zona est di Londra) e la loro lotta per raggiungere la parità di retribuzione ed un trattamento che non si esagera nel definirlo più umano.

Ispirato a fatti realmente accaduti, il film ci mostra come la società si sia evoluta e, al tempo stesso, sia rimasta la stessa in quasi mezzo secolo.

Molto consigliato a famiglie ed adolescenti, affinché la memoria e la consapevolezza di determinate realtà non vadano offuscate dai tempi che ci ritroviamo a vivere.

Menzione d’onore a Sally Hawkins (La Forma dell’Acqua), per l’energia che ha saputo dare ad un personaggio semplice, ma al tempo stesso ricco di sfaccettature, e ad Andrew Lincoln (The Walking Dead); quest’ultima è più soggettiva e motivata dalla soddisfazione data dal vedere un attore capace al di fuori del suo ruolo più iconico e, inevitabilmente, limitante.


06/05/2020

PrimaFila

di Fausto P. Carniglia

Il PrimaFila di oggi è dedicato ad un classico del cinema d’animazione, venuto alla luce nel lontano 2008 da mamma Disney e papà Pixar Animation Studios: WALL-E.

Il film si propone come la storia di un avventuroso viaggio tra le stelle vissuto dal robottino cubico WALL-E, un simpatico automa il cui unico scopo è raccogliere la spazzatura lasciata in giro dagli esseri umani.

Costruito con tecniche digitali all’avanguardia, per quegli anni, il film catapulta grandi e piccini in un mondo dove lo spazio è sì infinito, ma anche molto sporco.

Sarà infatti compito di WALL-E e dei suoi amici robot riportare gli umani ad una maggiore consapevolezza ecologica, insegnando loro che quando le cose vanno male, scappare non è la soluzione giusta.

Ad accompagnare le musiche originali di Thomas Newman (Alla Ricerca di Nemo) possiamo ascoltare con piacere brani tratti dalla musica classica, dai musical anni ’70 e dall’immortale tromba di Louis Armstrong.

Consiglio la visione di questa piccola fiaba digitale a grandi e piccini con la speranza che, in questi tempi di insicurezza e difficoltà, possano guardare alle stelle con rinnovata speranza e genuina meraviglia

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