160 ANNI DALL’UNITÀ: UN GARIBALDINO IN CENTRO PAVIA

L’UNIONE E LA MEMORIA PROTAGONISTI DI “A CAVALLO PER L’ITALIA”

PAVIA – Tra le strade di Pavia senti dei rumori singolari, non le solite macchine, nemmeno le voci di studenti, aspettate… qualcuno sta galoppando? Ma siamo nel centro di Pava! Com’è possibile?

Tutto questo è possibile grazie alla tappa fatta ieri, martedì 25 maggio, dalla staffetta di “A CAVALLO PER L’ITALIA”: iniziativa di Assomilitari, per celebrare i 160 anni dell’Unità del Paese.

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L’iniziativa consiste in un viaggio da Torino a Roma in sella al proprio cavallo.

30 i cavalieri, che partiti da Torino il 24 maggio, con previsione di arrivo a destinazione il 2 giugno, stanno percorrendo lo stivale tricolore; tra questi, un garibaldino, che assieme al suo amato cavallo, Anita. ha incotrato a Pavia il sindaco Fabrizio Fracassi.

“A CAVALLO PER L’ITALIA” porta in grembo un profondo significato: l’unione.

Unire tutta l’Italia con la collaborazione ed il supporto, questi ultimi raccontanti nelle vicende che hanno segnato il percorso del garibaldino assieme ad Anita.

Ci sono tantissimi comuni che ci stanno chiamando per fare il passaggio. Difatti stiamo percorrendo alcuni spazi con il mezzo, perché altrimenti con i tempi non ci rientramo. Non voglio distruggere il cavallo facendole fare tutto di corsa, con il caldo e con l’asfalto.“, spiega il cavaliere.

L’incontro è stato anche importante per un secondo motivo: l’evento rievocativo, patrocinato dal Comune, ha previsto uno scambio di doni tra la staffetta e la Città.

In questa occasione, Assomilitari ha consegnato al Sindaco un dipinto – raffiguranti i Padri della Patria – ad opera dell’artista Giuseppe Marinell; l’Amministrazione ha così risposto con il gagliardetto della Città e con un libro fotografico dedicato alle bellezze storico-artistiche di Pavia (“Pavia, una città che ti entra nel cuore”, di Lorenzo Iorino).

Il membro di AssoMilitari ha spiegato ai nostri microfoni: “La via Francigena era importantissima a Pavia. Per cui noi, come associazione, dobbiamo essere presenti per matenere il ricordo di questi avvenimenti, altrimenti i giovani se li perdono.“.

Akanksha De Sutti

Pubblicato da Pontenews

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