SPERANZA ANNUNCIA L’OK AL VACCINO PFIZER BIONTECH, MA GIUNGONO DUBBI SULL’EFFICACIA DA UN NOTO VIROLOGO ITALIANO

“L’agenzia europea del farmaco ha dato l’ok al vaccino Pfizer Biontech”, così annuncia il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

La paura del nuovo ceppo Covid, con i primi casi in Gran Bretagna, ha portato molti paesi, tra cui anche l’Italia, a bloccare i voli in partenza da questo Stato.

Il Ministro della Salute, a seguito delle complicazioni verificatesi nello Stato britannico, ha firmato l’ordinanza ieri, domenica 20 dicembre.

La variante del Covid, da poco scoperta a Londra, è preoccupante e dovrà essere approfondita dai nostri scienziati. Nel frattempo scegliamo la strada della massima prudenza. È indispensabile il massimo coordinamento europeo sulle misure relative alla Gran Bretagna. Solo decisioni uniformi e condivise possono aiutarci a gestire al meglio la situazione fuori dall’emergenza di queste prime ore.”, spiega Roberto Speranza.

La preoccupante situazione, generata quindi dal nuovo ceppo, che sembra avere una carica virale più potente, anche se non mortale, induce a sperare nell’efficacia del vaccino che al momento, crea molti dubbi sugli effetti che potrebbe avere a lungo termine.

Tra gli scettici, c’è anche il virologo  Andrea Crisanti, che intervenuto al Focus Live, festival della divulgazione scientifica, ieri, domenica 20 dicembre, ha espresso incertezze circa l’efficacia del vaccino Pfizer Biontech.

Senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio contro il Covid” – spiega il virologo Crisanti, precisando inoltre “Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia: ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie”. “Io sono favorevolissimo ai vaccini, ma questi di cui si parla sono stati sviluppati saltando la normale sequenza Fase 1, Fase 2 e Fase 3. Questo è successo perché hanno avuto fondi statali e quindi si sono potuti permettere di fare insieme le tre fasi perché i rischi erano a carico di chi aveva dato i quattrini. Ma facendo le tre fasi in parallelo, uno si porta appresso tutti i problemi delle varie fasi. Quindi è vero che si arriva prima, ma poi c’è tutto un processo di revisione che non è facile da fare.”.

Redazione Pontenews

Pubblicato da Pontenews

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